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Lui Vive - GIOVANI - Francesco


Oggi (29.08) fà l'elettrocardiogramma del TUO cuore

Oggi  (29.08) fà l'elettrocardiogramma del TUO cuore - Fate discepoli tutti i popoli

Oggi  (29.08) fà l'elettrocardiogramma del TUO cuore

aiutato da Francesco

 §012. Racconta una parabola di Gesù (cfr Lc 15,11‑32)

che il figlio "più giovane" volle andarsene dalla casa paterna

verso un paese

lontano

(cfr vv. 12‑13).

 

Ma i suoi sogni di autonomia

si trasformarono in libertinaggio e dissolutezza

(cfr v. 13)

e sperimentò la durezza della solitudine e della povertà (cfr vv. 14‑16).

 

Tuttavia, fu capace di ripensarci per ricominciare cfr vv. 17‑19)

 e decise

di alzarsi (cfr v. 20).

 

 È tipico del cuore giovane

essere disponibile al cambiamento,

essere in grado di rialzarsi e lasciarsi istruire

dalla vita.

 

Come non accompagnare il figlio in questa nuova impresa?

Il fratello maggiore, però,

aveva già un cuore

vecchio

 

 e si lasciò possedere

dall'avidità, dall'egoismo e dall'invidia (cfr vv. 28‑30).

 

 Gesù

 elogia il giovane

 peccatore

che riprende la buona strada più di colui che

crede

di essere fedele

ma non vive lo spirito dell'amore e della misericordia.

 

 

 

 

§102. Nel pieno di questa tragedia che, giustamente, ci ferisce l'anima,

"il Signore Gesù, che mai abbandona la sua Chiesa,

le offre la forza e gli strumenti per

 un nuovo cammino".[58]

 

Così, questo momento oscuro,

"con il prezioso aiuto dei giovani,

può essere davvero un'opportunità per una

riforma di portata epocale",[59]

 

per aprirsi a una

nuova Pentecoste

 

e iniziare una fase di purificazione e di cambiamento

 

che conferisca

alla Chiesa

una rinnovata giovinezza.

 

Ma i giovani potranno aiutare molto di più

 se di cuore si sentono

parte del "santo e paziente Popolo fedele di Dio,

sostenuto e vivificato dallo Spirito Santo",

 perché "sarà proprio

questo

 santo Popolo di Dio

 a liberarci dalla piaga del

clericalismo,

che è il terreno fertile per tutti questi abomini".[60]

 

 

 

§210. Per quanto riguarda il primo punto,

la ricerca,

 confido nella capacità dei giovani stessi,

che sanno trovare

le vie attraenti

per invitare.

 

Sanno

organizzare festival,

competizioni sportive,

 

 e sanno anche evangelizzare nelle reti sociali

con messaggi,

canzoni,

video

e altri interventi.

 

Dobbiamo soltanto

stimolare i giovani

 e dare loro libertà di azione

 

 perché si entusiasmino

alla missione negli ambienti giovanili.

 

Il primo annuncio può risvegliare una profonda

esperienza di fede

 

durante un "ritiro di impatto",

 in una conversazione al bar,

in un momento di pausa nella facoltà,

 o attraverso una delle insondabili vie di Dio.

 

Ma la cosa più importante è che ogni giovane trovi

il coraggio

di seminare il primo annuncio

 in quella terra fertile che è

il cuore di

un

altro giovane.

 

 

IO SONO IL PANE VIVO, DISCESO DAL CIELO

IO SONO IL PANE VIVO, DISCESO DAL CIELO - Fate discepoli tutti i popoli

§077#. A volte il dolore di alcuni giovani è lacerante; è un dolore che non si può esprimere a parole; è un dolore che ci colpisce come uno schiaffo. Questi giovani possono solo dire a Dio che soffrono molto, che è troppo difficile per loro andare avanti, che non credono più in nessuno. In questo grido straziante, però, si fanno presenti le parole di Gesù: "Beati gli afflitti, perché saranno consolati" (Mt 5,4). Ci sono giovani che sono riusciti ad aprirsi un sentiero nella vita perché li ha raggiunti questa promessa divina. Possa sempre esserci una comunità cristiana vicino a un giovane che soffre, per far risuonare quelle parole con gesti, abbracci e aiuti concreti!

 

§201#. Nel Sinodo uno degli uditori, un giovane delle Isole Samoa, ha detto che la Chiesa è una canoa, in cui gli anziani aiutano a mantenere la rotta interpretando la posizione delle stelle e i giovani remano con forza immaginando ciò che li attende più in là. Non lasciamoci portare fuori strada né dai giovani che pensano che gli adulti siano un passato che non conta più, che è già superato, né dagli adulti che credono di sapere sempre come dovrebbero comportarsi i giovani. Piuttosto, saliamo tutti sulla stessa canoa e insieme cerchiamo un mondo migliore, sotto l'impulso sempre nuovo dello Spirito Santo.

Pane Eucaristia Vita

Pane Eucaristia Vita - Fate discepoli tutti i popoli

§173#. Come nel miracolo di Gesù, i pani e i pesci dei giovani possono moltiplicarsi (cfr Gv 6,4‑13). Come avviene nella parabola, i piccoli semi dei giovani diventano alberi e frutti da raccogliere (cfr Mt 13,23.31‑32). Tutto questo a partire dalla sorgente viva dell'Eucaristia, in cui il nostro pane e il nostro vino sono trasfigurati per darci la Vita eterna. Ai giovani è affidato un compito immenso e difficile. Con la fede nel Risorto, potranno affrontarlo con creatività e speranza, ponendosi sempre nella posizione del servizio, come i servitori di quella festa nuziale, stupefatti collaboratori del primo segno di Gesù, che seguirono soltanto la consegna di sua Madre: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela" (Gv 2,5). Misericordia, creatività e speranza fanno crescere la vita.

 

§183#. Cari giovani, non permettete che usino la vostra giovinezza per favorire una vita superficiale, che confonde la bellezza con l'apparenza. Sappiate invece scoprire che c'è una bellezza nel lavoratore che torna a casa sporco e in disordine, ma con la gioia di aver guadagnato il pane per i suoi figli. C'è una bellezza straordinaria nella comunione della famiglia riunita intorno alla tavola e nel pane condiviso con generosità, anche se la mensa è molto povera. C'è una bellezza nella moglie spettinata e un po' anziana che continua a prendersi cura del marito malato al di là delle proprie forze e della propria salute. Malgrado sia lontana la primavera del corteggiamento, c'è una bellezza nella fedeltà delle coppie che si amano nell'autunno della vita e in quei vecchietti che camminano tenendosi per mano. C'è una bellezza che va al di là dell'apparenza o dell'estetica di moda in ogni uomo e ogni donna che vivono con amore la loro vocazione personale, nel servizio disinteressato per la comunità, per la patria

 

§237#. "Gesù cammina con i due discepoli che non hanno compreso il senso della sua vicenda e si stanno allontanando da Gerusalemme e dalla comunità. Per stare in loro compagnia, percorre la strada con loro. Li interroga e si mette in paziente ascolto della loro versione dei fatti per aiutarli a riconoscere quanto stanno vivendo. Poi, con affetto ed energia, annuncia loro la Parola, conducendoli a interpretare alla luce delle Scritture gli eventi che hanno vissuto. Accetta l'invito a fermarsi presso di loro al calar della sera: entra nella loro notte. Nell'ascolto il loro cuore si riscalda e la loro mente si illumina, nella frazione del pane i loro occhi si aprono. Sono loro stessi a scegliere di riprendere senza indugio il cammino in direzione opposta, per ritornare alla comunità, condividendo l'esperienza dell'incontro con il Risorto".[129]

§035#. Chiediamo al Signore che liberi la Chiesa da coloro che vogliono invecchiarla, fissarla sul passato, frenarla, renderla immobile. Chiediamo anche che la liberi da un'altra tentazione: credere che è giovane perché cede a tutto ciò che il mondo le offre, credere che si rinnova perché nasconde il suo messaggio e si mimetizza con gli altri. No. È giovane quando è sé stessa, quando riceve la forza sempre nuova della Parola di Dio, dell'Eucaristia, della presenza di Cristo e della forza del suo Spirito ogni giorno. È giovane quando è capace di ritornare continuamente alla sua fonte.

 

§161#. Crescere vuol dire conservare e alimentare le cose più preziose che ti regala la giovinezza, ma nello stesso tempo significa essere aperti a purificare ciò che non è buono e a ricevere nuovi doni da Dio che ti chiama a sviluppare ciò che vale. A volte, i complessi di inferiorità possono portarti a non voler vedere i tuoi difetti e le tue debolezze, e in questo modo puoi chiuderti alla crescita e alla maturazione. Lasciati piuttosto amare da Dio, che ti ama così come sei, ti apprezza e ti rispetta, ma ti offre anche sempre di più: più amicizia con Lui, più fervore nella preghiera, più sete della sua Parola, più desiderio di ricevere Cristo nell'Eucaristia, più voglia di vivere il suo Vangelo, più forza interiore, più pace e gioia spirituale.

 

§173#. Come nel miracolo di Gesù, i pani e i pesci dei giovani possono moltiplicarsi (cfr Gv 6,4‑13). Come avviene nella parabola, i piccoli semi dei giovani diventano alberi e frutti da raccogliere (cfr Mt 13,23.31‑32). Tutto questo a partire dalla sorgente viva dell'Eucaristia, in cui il nostro pane e il nostro vino sono trasfigurati per darci la Vita eterna. Ai giovani è affidato un compito immenso e difficile. Con la fede nel Risorto, potranno affrontarlo con creatività e speranza, ponendosi sempre nella posizione del servizio, come i servitori di quella festa nuziale, stupefatti collaboratori del primo segno di Gesù, che seguirono soltanto la consegna di sua Madre: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela" (Gv 2,5). Misericordia, creatività e speranza fanno crescere la vita.

 

§229#. Queste e altre diverse possibilità che si aprono all'evangelizzazione dei giovani non devono farci dimenticare che, al di là dei cambiamenti della storia e della sensibilità dei giovani, ci sono doni di Dio che sono sempre attuali, che contengono una forza che trascende tutte le epoche e tutte le circostanze: la Parola del Signore sempre viva ed efficace, la presenza di Cristo nell'Eucaristia che ci nutre, il Sacramento del perdono che ci libera e ci fortifica. Possiamo anche menzionare l'inesauribile ricchezza spirituale che la Chiesa conserva nella testimonianza dei suoi santi e nell'insegnamento dei grandi maestri spirituali. Anche se dobbiamo rispettare le diverse fasi e a volte dobbiamo aspettare con pazienza il momento giusto, non possiamo non invitare i giovani a queste sorgenti di vita nuova, non abbiamo il diritto di privarli di tanto bene.

 

§299#. Cari giovani, sarò felice nel vedervi correre più velocemente di chi è lento e timoroso. Correte "attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Ne abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci".[164]

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Nonne. nonni, anziani e giovani.

Nonne. nonni, anziani e giovani. - Fate discepoli tutti i popoli

 La Mamma ed i NONNI di Gesù, a Varano

 

Da Papa Francesco... ce n'è per  le nonne             

§194#. È bello trovare, tra le cose che i nostri genitori hanno conservato, qualche ricordo che ci permette di immaginare ciò che hanno sognato per noi i nostri nonni e le nostre nonne. Ogni essere umano, prima ancora di nascere, ha ricevuto dai suoi nonni, come regalo, la benedizione di un sogno pieno d'amore e di speranza: quello di una vita migliore. E se non l'avesse avuto da alcuno dei suoi nonni, sicuramente un bisnonno lo ha sognato e ha gioito per lui, contemplando nella culla i suoi figli e poi i suoi nipoti. Il sogno primordiale, il sogno creatore di Dio nostro Padre, precede e accompagna la vita di tutti i suoi figli. Fare memoria di questa benedizione, che si estende di generazione in generazione, è una preziosa eredità che dobbiamo saper mantenere viva per poterla trasmettere a nostra volta.

§196#. Nel libro La saggezza del tempo[104] ho espresso alcuni desideri sotto forma di richieste. "Che cosa chiedo agli anziani, tra i quali annovero anche me stesso? Chiedo che siamo custodi della memoria. Noi nonni e nonne abbiamo bisogno di formare un coro. Immagino gli anziani come il coro permanente di un importante santuario spirituale, in cui le preghiere di supplica e i canti di lode sostengono l'intera comunità che lavora e lotta nel campo della vita".[105] È bello che "i giovani e le ragazze, i vecchi insieme ai bambini, lodino il nome del Signore" (Sal 148,12‑13).

 

 la  nonna               

§198#. L'amore che si dà e che opera, tante volte sbaglia. Colui che agisce, che rischia, spesso commette errori. A questo proposito, può risultare interessante la testimonianza di Maria Gabriela Perin, orfana di padre dalla nascita, che riflette sul modo in cui questo ha influenzato la sua vita, in una relazione che non è durata ma che ha fatto di lei una madre e ora una nonna: "Quello che so è che Dio crea storie. Nel suo genio e nella sua misericordia, Egli prende i nostri trionfi e fallimenti e tesse bellissimi arazzi pieni di ironia. Il rovescio del tessuto può sembrare disordinato con i suoi fili aggrovigliati ‑ gli avvenimenti della nostra vita ‑ e forse è quel lato che non ci lascia in pace quando abbiamo dei dubbi. Tuttavia, il lato buono dell'arazzo mostra una storia magnifica, e questo è il lato che vede Dio".[109] Quando le persone anziane guardano con attenzione la vita, spesso capiscono istintivamente cosa c'è dietro i fili aggrovigliati e riconoscono ciò che Dio compie in modo creativo persino

 

Per il nonno... il bisnonno             

 §194#. È bello trovare, tra le cose che i nostri genitori hanno conservato, qualche ricordo che ci permette di immaginare ciò che hanno sognato per noi i nostri nonni e le nostre nonne. Ogni essere umano, prima ancora di nascere, ha ricevuto dai suoi nonni, come regalo, la benedizione di un sogno pieno d'amore e di speranza: quello di una vita migliore. E se non l'avesse avuto da alcuno dei suoi nonni, sicuramente un bisnonno lo ha sognato e ha gioito per lui, contemplando nella culla i suoi figli e poi i suoi nipoti. Il sogno primordiale, il sogno creatore di Dio nostro Padre, precede e accompagna la vita di tutti i suoi figli. Fare memoria di questa benedizione, che si estende di generazione in generazione, è una preziosa eredità che dobbiamo saper mantenere viva per poterla trasmettere a nostra volta. 

 

i nonni

§187#. Al Sinodo è stato affermato che "i giovani sono proiettati verso il futuro e affrontano la vita con energia e dinamismo. Però [...] talora tendono a dare poca attenzione alla memoria del passato da cui provengono, in particolare dei tanti doni loro trasmessi dai genitori, dai nonni, dal bagaglio culturale della società in cui vivono. Aiutare i giovani a scoprire la ricchezza viva del passato, facendone memoria e servendosene per le proprie scelte e possibilità, è un vero atto di amore nei loro confronti in vista della loro crescita e delle scelte che sono chiamati a compiere".[102]

§194#. È bello trovare, tra le cose che i nostri genitori hanno conservato, qualche ricordo che ci permette di immaginare ciò che hanno sognato per noi i nostri nonni e le nostre nonne. Ogni essere umano, prima ancora di nascere, ha ricevuto dai suoi nonni, come regalo, la benedizione di un sogno pieno d'amore e di speranza: quello di una vita migliore. E se non l'avesse avuto da alcuno dei suoi nonni, sicuramente un bisnonno lo ha sognato e ha gioito per lui, contemplando nella culla i suoi figli e poi i suoi nipoti. Il sogno primordiale, il sogno creatore di Dio nostro Padre, precede e accompagna la vita di tutti i suoi figli. Fare memoria di questa benedizione, che si estende di generazione in generazione, è una preziosa eredità che dobbiamo saper mantenere viva per poterla trasmettere a nostra volta.

§196#. Nel libro La saggezza del tempo[104] ho espresso alcuni desideri sotto forma di richieste. "Che cosa chiedo agli anziani, tra i quali annovero anche me stesso? Chiedo che siamo custodi della memoria. Noi nonni e nonne abbiamo bisogno di formare un coro. Immagino gli anziani come il coro permanente di un importante santuario spirituale, in cui le preghiere di supplica e i canti di lode sostengono l'intera comunità che lavora e lotta nel campo della vita".[105] È bello che "i giovani e le ragazze, i vecchi insieme ai bambini, lodino il nome del Signore" (Sal 148,12‑13).

§216#. In tutte le nostre istituzioni dobbiamo sviluppare e potenziare molto di più la nostra capacità di accoglienza cordiale, perché molti giovani che arrivano si trovano in una profonda situazione di orfanezza. E non mi riferisco a determinati conflitti familiari, ma ad un'esperienza che riguarda allo stesso modo bambini, giovani e adulti, madri, padri e figli. Per tanti orfani e orfane nostri contemporanei ‑ forse per noi stessi ‑ le comunità come la parrocchia e la scuola dovrebbero offrire percorsi di amore gratuito e promozione, di affermazione e crescita. Molti giovani oggi si sentono figli del fallimento, perché i sogni dei loro genitori e dei loro nonni sono bruciati sul rogo dell'ingiustizia, della violenza sociale, del "si salvi chi può". Quanto sradicamento! Se i giovani sono cresciuti in un mondo di ceneri, non è facile per loro sostenere il fuoco di grandi desideri e progetti. Se sono cresciuti in un deserto vuoto di significato, come potranno aver voglia di sacrificarsi per seminare? L'esperi

§262#. Il Sinodo ha sottolineato che "la famiglia continua a rappresentare il principale punto di riferimento per i giovani. I figli apprezzano l'amore e la cura da parte dei genitori, hanno a cuore i legami familiari e sperano di riuscire a formare a loro volta una famiglia. Indubbiamente l'aumento di separazioni, divorzi, seconde unioni e famiglie monoparentali può causare nei giovani grandi sofferenze e crisi d'identità. Talora devono farsi carico di responsabilità che non sono proporzionate alla loro età e li costringono a divenire adulti prima del tempo. I nonni offrono spesso un contributo decisivo nell'affetto e nell'educazione religiosa: con la loro saggezza sono un anello decisivo nel rapporto tra le generazioni".[145]

 

e per gli anziani ...... 

 §016 §171 §181 §183 §187 §188 §192 §193 §195 §196 §197 §198 §199

clicca  https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20190325_christus-vivit.html

 

 

 

Giovani e santi - § 49...

Giovani e santi  -  § 49... - Fate discepoli tutti i popoli

 Giovani e santi  

 https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations.index.html#apost_exhortations 

 

 

§003#. A tutti i giovani cristiani scrivo con affetto questa Esortazione apostolica, vale a dire una lettera che richiama alcune convinzioni della nostra fede e, nello stesso tempo, incoraggia a crescere nella santità e nell'impegno per la propria vocazione. Tuttavia, dato che si tratta di una pietra miliare nell'ambito di un cammino sinodale, mi rivolgo contemporaneamente a tutto il Popolo di Dio, ai pastori e ai fedeli, perché la riflessione sui giovani e per i giovani interpella e stimola tutti noi. Pertanto, in alcuni paragrafi parlerò direttamente ai giovani e in altri proporrò approcci più generali per il discernimento ecclesiale.

§022#. Gesù è "giovane tra i giovani per essere l'esempio dei giovani e consacrarli al Signore".[3] Per questo il Sinodo ha affermato che "la giovinezza è un periodo originale e stimolante della vita, che Gesù stesso ha vissuto, santificandola".[4] Cosa ci racconta il Vangelo sulla giovinezza di Gesù?

 

§025#. Quel battesimo non era come il nostro, che ci introduce alla vita della grazia, bensì è stata una consacrazione prima di iniziare la grande missione della sua vita. Il Vangelo dice che il suo battesimo è stato motivo della gioia e del beneplacito del Padre: "Tu sei il Figlio mio, l'amato" (Lc 3,22). Immediatamente Gesù è apparso ricolmo di Spirito Santo ed è stato condotto dallo Spirito nel deserto. In questo modo, era pronto per andare a predicare e a fare prodigi, per liberare e guarire (cfr Lc 4,1‑14). Ogni giovane, quando si sente chiamato a compiere una missione su questa terra, è invitato a riconoscere nella sua interiorità quelle stesse parole che Dio Padre gli rivolge: "Tu sei mio figlio amato".

 

§047#. E quando c'è bisogno di proteggere il suo bambino, eccola andare con Giuseppe in un paese lontano (cfr Mt 2,13‑14). Per questo rimase in mezzo ai discepoli riuniti in preghiera in attesa dello Spirito Santo (cfr At 1,14). Così, con la sua presenza, è nata una Chiesa giovane, con i suoi Apostoli in uscita per far nascere un mondo nuovo (cfr At 2,4‑11).

 

§049#Giovani santi.....

 

§049#. Il cuore della Chiesa è pieno anche di giovani santi, che hanno dato la loro vita per Cristo, molti di loro fino al martirio. Sono stati preziosi riflessi di Cristo giovane che risplendono per stimolarci e farci uscire dalla sonnolenza. Il Sinodo ha sottolineato che "molti giovani santi hanno fatto risplendere i lineamenti dell'età giovanile in tutta la loro bellezza e sono stati nella loro epoca veri profeti di cambiamento; il loro esempio mostra di che cosa siano capaci i giovani quando si aprono all'incontro con Cristo".[20]

 

§050#. "Attraverso la santità dei giovani la Chiesa può rinnovare il suo ardore spirituale e il suo vigore apostolico. Il balsamo della santità generata dalla vita buona di tanti giovani può curare le ferite della Chiesa e del mondo, riportandoci a quella pienezza dell'amore a cui da sempre siamo stati chiamati: i giovani santi ci spingono a ritornare al nostro primo amore (cfr Ap 2,4)".[21] Ci sono santi che non hanno conosciuto la vita adulta e ci hanno lasciato la testimonianza di un altro modo di vivere la giovinezza. Ricordiamo almeno alcuni di loro, di diversi periodi storici, che hanno vissuto la santità ognuno a suo modo.

 

§052#. San Francesco d'Assisi, quando era molto giovane e pieno di sogni, sentì la chiamata di Gesù ad essere povero come Lui e a restaurare la Chiesa con la sua testimonianza. Rinunciò a tutto con gioia ed è il santo della fraternità universale, il fratello di tutti, che lodava il Signore per le sue creature. Morì nel 1226.

 

§053#. Santa Giovanna d'Arco nacque nel 1412. Era una giovane contadina che, nonostante la giovane età, combatté per difendere la Francia dagli invasori. Incompresa per il suo aspetto e per il suo modo di vivere la fede, morì sul rogo.

 

§055#. Nello stesso secolo, Santa Kateri Tekakwitha, una giovane laica nativa del Nord America, fu perseguitata per la fede e nella sua fuga percorse a piedi più di trecento chilometri attraverso fitte foreste. Si consacrò a Dio e morì dicendo: "Gesù, ti amo!".

 

§056#. San Domenico Savio offriva a Maria tutte le sue sofferenze. Quando San Giovanni Bosco gli insegnò che la santità comporta l'essere sempre gioiosi, aprì il suo cuore ad una gioia contagiosa. Cercava di stare vicino ai suoi compagni più emarginati e malati. Morì nel 1857 all'età di quattordici anni, dicendo: "Che meraviglia che sto vedendo!".

 

§063#. Che costoro, insieme a tanti giovani che, spesso nel silenzio e nell'anonimato, hanno vissuto a fondo il Vangelo, intercedano per la Chiesa, perché sia piena di giovani gioiosi, coraggiosi e impegnati che donino al mondo nuove testimonianze di santità.

 

§102#. Nel pieno di questa tragedia che, giustamente, ci ferisce l'anima, "il Signore Gesù, che mai abbandona la sua Chiesa, le offre la forza e gli strumenti per un nuovo cammino".[58] Così, questo momento oscuro, "con il prezioso aiuto dei giovani, può essere davvero un'opportunità per una riforma di portata epocale",[59] per aprirsi a una nuova Pentecoste e iniziare una fase di purificazione e di cambiamento che conferisca alla Chiesa una rinnovata giovinezza. Ma i giovani potranno aiutare molto di più se di cuore si sentono parte del "santo e paziente Popolo fedele di Dio, sostenuto e vivificato dallo Spirito Santo", perché "sarà proprio questo santo Popolo di Dio a liberarci dalla piaga del clericalismo, che è il terreno fertile per tutti questi abomini".[60]

 

§138#. L'amore di Dio e il nostro rapporto con Cristo vivo non ci impediscono di sognare, non ci chiedono di restringere i nostri orizzonti. Al contrario, questo amore ci sprona, ci stimola, ci proietta verso una vita migliore e più bella. La parola "inquietudine" riassume molte delle aspirazioni dei cuori dei giovani. Come diceva san Paolo VI, "proprio nell'insoddisfazione che vi tormenta [...] c'è un elemento di luce".[73] L'inquietudine insoddisfatta, insieme allo stupore per le novità che si presentano all'orizzonte, apre la strada all'audacia che li spinge a prendere la propria vita tra le mani e a diventare responsabili di una missione. Questa sana inquietudine, che si risveglia soprattutto nella giovinezza, rimane la caratteristica di ogni cuore che si mantiene giovane, disponibile, aperto. La vera pace interiore convive con questa insoddisfazione profonda. Sant'Agostino diceva: "Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te".[74]

 

§157#. Gesù può unire tutti i giovani della Chiesa in un unico sogno, "un sogno grande e un sogno capace di coinvolgere tutti. Il sogno per il quale Gesù ha dato la vita sulla croce e lo Spirito Santo si è riversato e ha marchiato a fuoco il giorno di Pentecoste nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, nel cuore di ciascuno, [...] lo ha impresso nella speranza che trovi spazio per crescere e svilupparsi. Un sogno, un sogno chiamato Gesù, seminato dal Padre: Dio come Lui, come il Padre, inviato dal Padre con la fiducia che crescerà e vivrà in ogni cuore. Un sogno concreto, che è una Persona, che scorre nelle nostre vene, fa trasalire il cuore e lo fa sussultare".[83]

 

§158#. Molti giovani si preoccupano del proprio corpo, cercando di sviluppare la forza fisica o l'aspetto. Altri si danno da fare per potenziare le loro capacità e conoscenze, e in questo modo si sentono più sicuri. Alcuni puntano più in alto, si sforzano di impegnarsi di più e cercano uno sviluppo spirituale. San Giovanni diceva: "Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti, e la Parola di Dio rimane in voi" (1 Gv 2,14). Cercare il Signore, custodire la sua Parola, cercare di rispondere ad essa con la propria vita, crescere nelle virtù, questo rende forti i cuori dei giovani. Per questo occorre mantenere la "connessione" con Gesù, essere "in linea" con Lui, perché non crescerai nella felicità e nella santità solo con le tue forze e la tua mente. Così come ti preoccupi di non perdere la connessione a Internet, assicurati che sia attiva la tua connessione con il Signore, e questo significa non interrompere il dialogo, ascoltarlo, raccontargli le tue cose, e quando non hai le idee chiare su cosa dovresti far

 

§162#. Ti ricordo però che non sarai santo e realizzato copiando gli altri. E nemmeno imitare i santi significa copiare il loro modo di essere e di vivere la santità: "Ci sono testimonianze che sono utili per stimolarci e motivarci, ma non perché cerchiamo di copiarle, in quanto ciò potrebbe perfino allontanarci dalla via unica e specifica che il Signore ha in serbo per noi".[86] Tu devi scoprire chi sei e sviluppare il tuo modo personale di essere santo, indipendentemente da ciò che dicono e pensano gli altri. Diventare santo vuol dire diventare più pienamente te stesso, quello che Dio ha voluto sognare e creare, non una fotocopia. La tua vita dev'essere uno stimolo profetico, che sia d'ispirazione ad altri, che lasci un'impronta in questo mondo, quell'impronta unica che solo tu potrai lasciare. Invece, se copi, priverai questa terra, e anche il cielo, di ciò che nessun altro potrà offrire al tuo posto. Ricordo che San Giovanni della Croce, nel suo Cantico Spirituale, scriveva che ognuno doveva approfittare

 

§164#. Quando un incontro con Dio si chiama "estasi", è perché ci tira fuori da noi stessi e ci eleva, catturati dall'amore e dalla bellezza di Dio. Ma possiamo anche essere fatti uscire da noi stessi per riconoscere la bellezza nascosta in ogni essere umano, la sua dignità, la sua grandezza come immagine di Dio e figlio del Padre. Lo Spirito Santo vuole spingerci ad uscire da noi stessi, ad abbracciare gli altri con l'amore e cercare il loro bene. Per questo è sempre meglio vivere la fede insieme ed esprimere il nostro amore in una vita comunitaria, condividendo con altri giovani il nostro affetto, il nostro tempo, la nostra fede e le nostre inquietudini. La Chiesa offre molti e diversi spazi per vivere la fede in comunità, perché insieme tutto è più facile.

 

§175#. Innamorati di Cristo, i giovani sono chiamati a testimoniare il Vangelo ovunque con la propria vita. Sant'Alberto Hurtado diceva che "essere apostoli non significa portare un distintivo all'occhiello della giacca; non significa parlare della verità, ma viverla, incarnarsi in essa, trasformarsi in Cristo. Essere apostolo non consiste nel portare una torcia in mano, nel possedere la luce, ma nell'essere la luce [...]. Il Vangelo, [...] più che una lezione è un esempio. Il messaggio trasformato in vita vissuta".[93]

 

§192#. Nella profezia di Gioele troviamo un annuncio che ci permette di capire questo in un modo molto bello. Dice così: "Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni" (Gl 3,1; cfr At 2,17). Se i giovani e gli anziani si aprono allo Spirito Santo, insieme producono una combinazione meravigliosa. Gli anziani sognano e i giovani hanno visioni. In che modo le due cose si completano a vicenda?

§196#. Nel libro La saggezza del tempo[104] ho espresso alcuni desideri sotto forma di richieste. "Che cosa chiedo agli anziani, tra i quali annovero anche me stesso? Chiedo che siamo custodi della memoria. Noi nonni e nonne abbiamo bisogno di formare un coro. Immagino gli anziani come il coro permanente di un importante santuario spirituale, in cui le preghiere di supplica e i canti di lode sostengono l'intera comunità che lavora e lotta nel campo della vita".[105] È bello che "i giovani e le ragazze, i vecchi insieme ai bambini, lodino il nome del Signore" (Sal 148,12‑13).

 

§201#. Nel Sinodo uno degli uditori, un giovane delle Isole Samoa, ha detto che la Chiesa è una canoa, in cui gli anziani aiutano a mantenere la rotta interpretando la posizione delle stelle e i giovani remano con forza immaginando ciò che li attende più in là. Non lasciamoci portare fuori strada né dai giovani che pensano che gli adulti siano un passato che non conta più, che è già superato, né dagli adulti che credono di sapere sempre come dovrebbero comportarsi i giovani. Piuttosto, saliamo tutti sulla stessa canoa e insieme cerchiamo un mondo migliore, sotto l'impulso sempre nuovo dello Spirito Santo.

 

§207#. In questo modo, imparando gli uni dagli altri, potremo riflettere meglio quel meraviglioso poliedro che dev'essere la Chiesa di Gesù Cristo. Essa può attrarre i giovani proprio perché non è un'unità monolitica, ma una rete di svariati doni che lo Spirito riversa incessantemente in essa, rendendola sempre nuova nonostante le sue miserie.

 

§221#. La scuola è senza dubbio una piattaforma per avvicinarsi ai bambini e ai giovani. Essa è luogo privilegiato di promozione della persona, e per questo la comunità cristiana ha sempre avuto per essa grande attenzione, sia formando docenti e dirigenti, sia istituendo proprie scuole, di ogni genere e grado. In questo campo lo Spirito ha suscitato innumerevoli carismi e testimonianze di santità. Tuttavia, la scuola ha bisogno di una urgente autocritica, se si considerano i risultati della pastorale di molte istituzioni educative, una pastorale concentrata sull'istruzione religiosa che risulta spesso incapace di suscitare esperienze di fede durature. Inoltre, ci sono alcune scuole cattoliche che sembrano essere organizzate solo per conservare l'esistente. La fobia del cambiamento le rende incapaci di sopportare l'incertezza e le spinge a chiudersi di fronte ai pericoli, reali o immaginari, che ogni cambiamento porta con sé. La scuola trasformata in un "bunker" che protegge dagli errori "di fuori" è l'espres

 

§224#. Molti giovani sono capaci di imparare a gustare il silenzio e l'intimità con Dio. Sono aumentati anche i gruppi che si riuniscono per adorare il Santissimo Sacramento e per pregare con la Parola di Dio. Non bisogna sottovalutare i giovani come se fossero incapaci di aprirsi a proposte contemplative. Occorre solo trovare gli stili e le modalità appropriati per aiutarli a introdursi in questa esperienza di così alto valore. Per quanto riguarda gli ambiti del culto e della preghiera, "in diversi contesti i giovani cattolici chiedono proposte di preghiera e momenti sacramentali capaci di intercettare la loro vita quotidiana in una liturgia fresca, autentica e gioiosa".[118] È importante valorizzare i momenti più forti dell'anno liturgico, in particolare la Settimana Santa, la Pentecoste e il Natale. A loro piacciono molto anche altri incontri di festa, che spezzano la routine e aiutano a sperimentare la gioia della fede.

 

§226#. Non possiamo dimenticare le espressioni artistiche, come il teatro, la pittura e altre. "Del tutto peculiare è l'importanza della musica, che rappresenta un vero e proprio ambiente in cui i giovani sono costantemente immersi, come pure una cultura e un linguaggio capaci di suscitare emozioni e di plasmare l'identità. Il linguaggio musicale rappresenta anche una risorsa pastorale, che interpella in particolare la liturgia e il suo rinnovamento".[119] Il canto può essere un grande stimolo per il percorso dei giovani. Diceva Sant'Agostino: "Canta, ma cammina; allevia con il canto il tuo lavoro, non amare la pigrizia: canta e cammina. [...] Tu, se avanzi, cammini; però avanza nel bene, nella retta fede, nelle buone opere: canta e cammina".[120]

 

§229#. Queste e altre diverse possibilità che si aprono all'evangelizzazione dei giovani non devono farci dimenticare che, al di là dei cambiamenti della storia e della sensibilità dei giovani, ci sono doni di Dio che sono sempre attuali, che contengono una forza che trascende tutte le epoche e tutte le circostanze: la Parola del Signore sempre viva ed efficace, la presenza di Cristo nell'Eucaristia che ci nutre, il Sacramento del perdono che ci libera e ci fortifica. Possiamo anche menzionare l'inesauribile ricchezza spirituale che la Chiesa conserva nella testimonianza dei suoi santi e nell'insegnamento dei grandi maestri spirituali. Anche se dobbiamo rispettare le diverse fasi e a volte dobbiamo aspettare con pazienza il momento giusto, non possiamo non invitare i giovani a queste sorgenti di vita nuova, non abbiamo il diritto di privarli di tanto bene.

 

§230#. Oltre al consueto lavoro pastorale che realizzano le parrocchie e i movimenti, secondo determinati schemi, è molto importante dare spazio a una "pastorale giovanile popolare", che ha un altro stile, altri tempi, un altro ritmo, un'altra metodologia. Consiste in una pastorale più ampia e flessibile che stimoli, nei diversi luoghi in cui si muovono concretamente i giovani, quelle guide naturali e quei carismi che lo Spirito Santo ha già seminato tra loro. Si tratta prima di tutto di non porre tanti ostacoli, norme, controlli e inquadramenti obbligatori a quei giovani credenti che sono leader naturali nei quartieri e nei diversi ambienti. Dobbiamo limitarci ad accompagnarli e stimolarli, confidando un po' di più nella fantasia dello Spirito Santo che agisce come vuole.

 

§244#. Nel Sinodo "molti hanno rilevato la carenza di persone esperte e dedicate all'accompagnamento. Credere al valore teologico e pastorale dell'ascolto implica un ripensamento per rinnovare le forme con cui ordinariamente il ministero presbiterale si esprime e una verifica delle sue priorità. Inoltre il Sinodo riconosce la necessità di preparare consacrati e laici, uomini e donne, che siano qualificati per l'accompagnamento dei giovani. Il carisma dell'ascolto che lo Spirito Santo fa sorgere nelle comunità potrebbe anche ricevere una forma di riconoscimento istituzionale per il servizio ecclesiale".[132]

 

§246#. I giovani stessi ci hanno descritto quali sono le caratteristiche che sperano di trovare in chi li accompagna, e lo hanno espresso molto chiaramente: "Un simile accompagnatore dovrebbe possedere alcune qualità: essere un cristiano fedele impegnato nella Chiesa e nel mondo; essere in continua ricerca della santità; essere un confidente che non giudica; ascoltare attivamente i bisogni dei giovani e dare risposte adeguate; essere pieno d'amore e di consapevolezza di sé; riconoscere i propri limiti ed essere esperto delle gioie e dei dolori della vita spirituale. Una qualità di primaria importanza negli accompagnatori è il riconoscimento della propria umanità, ovvero che sono esseri umani e che quindi sbagliano: non persone perfette, ma peccatori perdonati. A volte gli accompagnatori vengono messi su un piedistallo, e la loro caduta può avere effetti devastanti sulla capacità dei giovani di continuare ad impegnarsi nella Chiesa. Gli accompagnatori non dovrebbero guidare i giovani come se questi fossero se

 

§257#. Per realizzare la propria vocazione è necessario sviluppare, far germogliare e coltivare tutto ciò che si è. Non si tratta di inventarsi, di creare sé stessi dal nulla, ma di scoprirsi alla luce di Dio e far fiorire il proprio essere: "Nel disegno di Dio, ogni uomo è chiamato a uno sviluppo, perché ogni vita è vocazione".[140] La tua vocazione ti orienta a tirare fuori il meglio di te stesso per la gloria di Dio e per il bene degli altri. Non si tratta solo di fare delle cose, ma di farle con un significato, con un orientamento. A questo proposito, Sant'Alberto Hurtado diceva ai giovani che devono prendere molto sul serio la rotta: "In una nave, il pilota negligente viene licenziato in tronco, perché quello che ha in mano è troppo sacro. E nella vita, noi stiamo attenti alla nostra rotta? Qual è la tua rotta? Se fosse necessario soffermarsi un po' di più su questa idea, chiedo a ciascuno di voi di attribuirle la massima importanza, perché riuscire in questo equivale semplicemente ad avere successo; fa

 

§299#. Cari giovani, sarò felice nel vedervi correre più velocemente di chi è lento e timoroso. Correte "attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Ne abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci".[164]

 

 

 FRANCESCO

 

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