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Dentro la Parola


Omelia di Domenica 29 agosto 2021 - XXII del tempo ordinario / dispari

Omelia di Domenica 29 agosto 2021 - XXII del tempo ordinario / dispari - Fate discepoli tutti i popoli

simbolo abusato... ma che volete? (Più) meglio non c'è!

Carissimi,

abbiamo ascoltato la parola del Signore molto forte nei confronti degli scribi e dei farisei.

Non è un discorso nuovo, ma lo dobbiamo ripetere frequentissimamente, come Gesù, come i profeti, perché difficilmente viene davvero accolto e messo in pratica.

 È al centro di tutta la nostra fede, da sempre, e si tratta della sincerità della vita "religiosa" perché questa sincerità viene spesso travisata, tradita, mascherata, adulterata  da comportamenti abituali e tradizionali di sola apparenza.

San Paolo riassume l'insegnamento in una frase facile ma che, anche essa, deve essere attentamente spiegata. "La lettera uccide, lo spirito da vita". Sembra facile ma facile non è. Perché non puoi eliminare la lettera: la lettera (leggi, tradizioni, abitudini…) è necessaria perché lo spirito possa esprimersi. Proprio in questi giorni Papa Francesco esorta anche nella vita sociale perché le attività "materiali", fisiche, concrete,  abbiano uno spirito.

 

È difficile mettere insieme corpo e anima, legge e libertà, cuore e intelligenza.

I rischi ci sono, fanno parte della nostra condizione umana. Non possiamo evitarli, ma dobbiamo affrontarli con l’aiuto del Signore

 

 

 

La prima lettura ci parla dei comandamenti, delle leggi di Dio, che dando saggezza al popolo di Dio. Ma l'osservanza dei comandamenti e delle leggi di Dio va fatta non da schiavi ma da figli di Dio, conoscendone il perché, con convinzione, per amore di Dio e del prossimo e di se stessi. Sono leggi che vengono "dall'esterno" ma devono essere interiorizzate, fatte nostre, che quindi escano da noi stessi, non costretti, ma come frutto del "cuore" umano modellato sul cuore di DIO, che è AMORE.

Oggi siamo chiamati a due attenzioni.

1 - Dobbiamo continuamente controllare ed esaminare il senso e lo spirito con cui seguiamo i Comandamenti e le leggi "religiose". E' un cammino di progressivo rinnovamento. Davvero: chi si ferma è perduto. Chi dice: - Sono arrivato. Sono "perfetto". "Mazzà nun mazzo, rubà non rubo... chi c'è più mejo de me?". (Chi si accontenta... gode. ?, ?!).  

Ricordo con stupore una reazione di rifiuto, di una ragazza, quando in un incontro affermavo che tutta la nostra vita deve essere autocontrollata. "No, no! Non ho voglia di vivere sotto esame..." E non c'era, ancora la canzone del "Voglio una vita spericolata".

(Chi si accontenta... gode. ?, ?!).  

2 - Dobbiamo scoprire ed assecondare la continua vitalità dei comandamenti e delle leggi religiose che crescono e si perfezionano sempre più. Non possiamo fossilizzare la nostra religiosità in formule e atteggiamenti burocratici e morti. I comandamenti e la legge di Dio sono vivi e crescono con la vita di ogni giorno e con la storia umana. 

 Ricordo un esempio - In un giardino, una vecchia panca fu verniciata e, naturalmente, vi fu collocata una scritta "VERNICE FRESCA, NON SEDERE". Nessuno vi si sedette. Ma sono passati degli anni e ancora nessuno vi si siede più…  perché  nessuno ha tolto il cartello o nessuno ha capito l'inutilità di quel divieto, ormai.

 

Una legge nata per il bene può diventare inutile o addirittura dannosa. Può diventare anche un pretesto per ignoranza o addirittura per ipocrisia. 

Come tanti profeti anche Gesù, come nel Vangelo di oggi, cerca di far fare un passo in avanti nella comprensione della legge di Dio.

"Sono venuto, dal cielo…, non per abolire i comandamenti ma per portarli a compimento, alla loro perfezione". Voi osservate solo materialmente, da schiavi e per scaramanzia, senza spirito sincero, le prescrizioni della legge di Dio. La camuffate per i vostri interessi o vanagloria. Ne tradite il significato e la sostanza.

Gesù si arrabbia e chiama "ipocriti" specialmente gli scribi ed i farisei che, oltretutto, sono anche maestri e modello per il popolo di Dio…

Non basta onorare Dio soltanto con parole parole, riti, cerimonie, lunghe formule di preghiera… Occorrono parole e sentimenti sinceri e confortati da coerenti comportamenti nella vita.

 

Il non rinnovarsi, può portare a tristi conclusioni.

Oggi, purtroppo, posso fare un accostamento drammatico tra l'invito di Gesù al rinnovamento e alla maturazione della vera religiosità (ce lo ricorda anche San Giacomo nella seconda lettura) ed i crudeli travisamenti in Afghanistan di chi - sia pure in un'altra religione - bestemmia quando afferma o proclama di onorare Dio (Allah) con massacri, e con massacri di innocenti!  Questi estremisti vogliono continuare ad imporre una fossilizzata legge religiosa che di religioso non ha nulla! E chiamano martiri gli assassini. Uccidere, persino degli innocenti, in nome di Dio e di una  legge a lui attribuita mentre proviene solo da una tradizione troglodita o per lo meno sorpassata. Crudeltà, massacri, violenze… Come non capire che non si possono fare in nome di Dio cose tanto orribili? Né per motivi politici, di interesse, né tantomeno per cosiddetti motivi religiosi e addirittura in nome di Dio?

Ma i tempi maturano! Sono maturati, cambiati, approfonditi…

Il cartello "vernice fresca" non vale più per quella panca… e per tante altre. 

 

Certo (non solo oggi!) il rischio c’è e non solo per i musulmani ma anche per i cristiani, i buddisti, gli atei… ma bisogna affrontarlo senza buttare il bambino con l’acqua sporca.

 

Si tende - sempre più sfacciatamente - a dire che non solo quel cartello non vale più per quella panca ma che nessun cartello debba essere scritto per la vita sociale e, ancor più, per la vita individuale. Si arriva persino a giustificare la libertà di aborto, e fra poco di eutanasia “purché” di consenziente. LIBERTA’?!!!.  IPOCRISIA!

Questo è il grande problema. Non capire il senso più vero e più profondo e sincero di una legge, necessaria ma facilmente eludibile. "Fatta la legge, trovato l'inganno!" si dice comunemente… Dunque si capisce, in coscienza, che la legge ha un senso, e, purtroppo, si capisce anche (ma non lo si vuol dire) che la si può ingannare nel suo senso vero...

 

Oltre l'ipocrisia possono esserci anche ignoranza e ottusità. "Per la durezza del vostro cuore…" il che vuol dire cattiveria e ignoranza. Una coscienza non illuminata, non veramente conoscente, erronea, forse incolpevolmente... 

Ma, per quanto si può, dobbiamo superare ignoranza e ottusità che non sono virtù e di cui normalmente ci vergogniamo.

 

Gesù giustamente chiama ipocriti, ingannatori, coloro che impongono falsamente come leggi di Dio ciò che sanno che leggi di Dio non sono. Sanno? Forse anche non sanno? Sono talmente induriti da non farci più caso?

"Verranno tempi in cui chi vi ucciderà crederà di rendere onore a Dio"... "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno…"

 

-Gesù è IL MAESTRO, perciò si arrabbia con gli ipocriti maestri. Di allora e dei chiacchieroni di oggi.

Per insegnare questa verità, questa sincerità divina, per promuovere la maturazione nel popolo di Dio e per tutta l'umanità...

-Gesù va decisamente contro le false tradizioni imposte...

-Per questo anche Gesù sarà orribilmente ucciso.

-Come chi oggi si oppone al burka e ciò che il burka significa.

-Sì, Gesù è vicino a Kabul, è uno degli uccisi orrendamente. In Croce. Per la vera religione. Per la vera religiosità.Per ilvero amore di Dio, suo Padre. Per il vero amore dell'umanità intera.

Contro l'ignoranza, contro l'ottusità. Contro l'ipocrisia.  In Croce.

  

E noi? A che  punto siamo? Per "dovere" o per "piacere"?

Seguiamo Dio per paura? come ai piedi del Sinai tra tabù, terremoti, fulmini e saette. "Mosè  va’ su tu sul monte per i comandamenti! Noi abbiamo paura! Non ci parli il Signore direttamente!"...

O per amore? Come seduti su un prato attorno a Gesù, il Figlio di Dio, “sono disceso dal cielo”,  che insegna: "Beati i poveri in spirito, i miti, i sinceri di cuore, che lotta per la pace…" 

Gesù ha "cambiato" il modo "farisaico" (o... "gesuitico"!) di osservare i Comandamenti e

viene messo in croce perché "non osserva la tradizione degli antichi, non osserva il riposo del sabato, vuol distruggere il tempio, caccia fuori del tempio i mercanti…"

 

E noi? A che  punto siamo? Perché  "si è fatto sempre così" o perché "è bello, è giusto. è vivo..."?

Quando Papa Francesco ci dice "non dite che bisogna fare così perché si è fatto sempre così"… Quanti non cristiani e, purtroppo, quanti cristianucci, accusano  il Papa di non essere lui cristiano...! Perché ci sprona ad un rinnovamento per evangelizzare anche le strutture del nostro mondo moderno, i giovani di oggi, tutte le culture del mondo... 

 

Gli insegnamenti, anche la morale, seguono un cammino che non è e non deve essere di distruzione ma di verità approfondite, di vero progresso. 

 

E non pensiamo solo al burka ed agli eccidi degli estremisti di questi giorni. Riconosciamo anche la nostra storia, anche a quella più recente, anche quella più semplice, di noi cristiani. Non solo le Crociate e simili ma anche, più semplicemente, la vita delle nostre donne (ad esempio: madri di noi più anziani) che -se andava bene- potevano frequentare al massimo la scuola fino alla terza elementare… O qualche giovinetta che se andava in bicicletta veniva… espulsa dall'Azione Cattolica…

 

Non è mai stato facile neanche per noi cristiani crescere, capire, cambiare abitudini incallite,  accettare cose nuove… perché migliori.

Nella Bibbia (ancora in vigore nella sharia) la famosa legge del taglione - occhio per occhio - nacque bene, come un calmiere per contrastare una vendetta/giustizia smoderata.  Ma non può essere eterna! E' superata da una giustizia più equilibrata e più ancora… dalla legge del perdono, un perdono ovviamente intelligente. Gesù ce l'ha insegnato. Ma anche Ghandi (ammazzato pure lui!...)...

 

Non solo l'ipocrisia è un male ma anche ignoranza. E anche l'ignoranza va combattuta.

Anche istruzione dunque! La nostra non è una fede cieca, ma di intelligenza, conoscenza, di libertà vera (che non è non il libertinaggio, sempre in agguato). Di ricerca e rinnovamento progressivo.

Un orientamento infallibile comunque l'abbiamo, da sempre e per sempre, la stella polare o la stella di Betlemme: "amerai Dio, il prossimo, te stesso" in questa sequenza o anche in quella inversa. Nulla deve andare contro questo. E chi va contro o non sa (e quindi deve impegnarsi a imparare) o è un ipocrita (e va smascherato).

 

La vita, anche la vita di fede, cambia, si rinnova, cresce, non una ripetizione imbalsamata, ingessata, sempre la stessa. Anche le buone abitudini (volgarmente! chiamate virtù) vanno coltivate, annaffiate ogni giorno affinché non inaridiscano, diventando acide ed insignificanti... 

 

Così, per esempio...

partecipare vivi alla Santa Messa festiva perché è bello pregare insieme alla comunità, più tranquilli, per ringraziare il Signore, ascoltare la parola di Dio, ritrovare noi stessi, ricevere la Comunione, prendere iniziative utili, di carità…

 

Si giunga al cuore e facciamo dunque un elettrocardiogramma della nostra fede se è sincera, se intimamente siamo quasi spontaneamente come l’albero buono che porta facilmente buoni frutti o se abitualmente, intenzionalmente, siamo una pianta avvelenata o avvizzita che porta frutti cattivi come quelli elencati oggi nel Vangelo che abbiamo letto…

Con serenità e con serietà! E' il ritornello.

Ringraziamo il Signore preghiamolo perché ci aiuti a rinnovarci, a ringiovanire nello spirito e nella vita.

Settembre... iniziamo una nuova stagione, riprendiamo il cammino comunitario, chiediamo al Signore che ci aiuti a rinnovarci per essere veri discepoli di Gesù.

Anche lui è stato martoriato perché noi e tutto il mondo accogliamo questa volontà di rinnovamento.

Come discepoli di Gesù, padroni di casa e non schiavi, con vera libertà estraiamo dal nostro tesoro, la nostra/sua fede, cose nuove e cose antiche. Le une E le altre.

Kyrie, eleison!

 

OMELIA di Domenica 1 agosto 2021 - 18ª T.O. /B

OMELIA di Domenica 1 agosto 2021 - 18ª T.O. /B - Fate discepoli tutti i popoli

 

OMELIA di Domenica 1 agosto 2021 - 18ª T.O. / B

 

Eccoci!  Riprendiamo, con il Vangelo di Giovanni, a seguire il catechismo che Gesù stesso fa in preparazione alla prima Comunione degli Apostoli e dei discepoli. E, certamente, anche per noi.

Gesù ha compiuto il grande segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci, con la collaborazione di un bambino che (come all'offertorio) condivide generosamente la sua merenda.

Ma la folla non ha capito il significato di quel gesto straordinario: pensano o sognano che Gesù moltiplicherà così pani e pesci per tutta la loro vita.

Ooh! Finalmente! Abbiamo risolto il problema del mezzogiorno, del pranzo, della cena, del pane e… del companatico!

Facciamolo RE e siamo a posto… per l’eternità. (!)

 

 

Il (povero) Maestro fugge (con quali sentimenti?!) e si sottrae a questo loro sconsiderato proposito.

Ma niente! È fuggito? Inseguiamolo! Lo cercano, lo trovano… “Maestro, come va? Come stai? Come mai sei qui?” E altri convenevoli.

Non hanno capito e persistono nel non voler capire.

 

Si, cari discepoli, sono contento che mi cerchiate ma cercate anche, e sforzatevi un po', di capirmi. Non pensiate di soddisfare soltanto la fame dello stomaco perché c'è anche un'altra fame e sete che, se ci pensate davvero, vi assillano. E soprattutto per queste io sono venuto. Credetemi: chi mangerà questo ALTRO pane che io vi darò non avrà più fame…

 

Bravoo!!! - continuano vociando, impeterriti, ottusi e inconsapevoli come scolaretti proprio somari - Dacci sempre questo pane! Dacci sempre questo pane!

(E la samaritana al pozzo di Giacobbe come reagiva? Idem!  Come questi e come noi!)

E siamo sempre lì, non capiscono (o fanno/facciamo finta di non capire) ma il Maestro non si scoraggia e, finalmente, la dice tutta, e la spara grossa:

Io, sì io, sono… il pane della vita!

 

Roba da matti! Ma cosa stai dicendo? Non sei figlio di Giuseppe, di Maria? Che cosa mai stai dicendo?

 

Io sono disceso dal cielo e Dio, il Padre mio, mi ha mandato, credetemi!

 

Fatti capire, dacci un segno!

Per esempio, parlando di pane… nell'antichità Dio ha nutrito nel deserto i nostri padri con un pane disceso dal cielo, lo sanno tutti,  la manna…

 

Si, ma anche la manna era un pane che perisce.

Io invece vi darò un pane vivo per il bene del mondo....

 

                                          ………………….

 

Vedremo, le prossime Domeniche, come va a finire il catechismo di Gesù. (Gv 6).

Oggi, intanto, noi che crediamo alla parola di Gesù e che facciamo la Comunione, chiediamo al Signore che possiamo accoglierlo più attentamente nella Messa, nella Eucaristia, nella Parola di Dio...

Noi un po', grazie a Dio,  l'abbiamo capito ma facilmente ce ne dimentichiamo…”Fate questo in memoria…” 

Dobbiamo realizzare ancora di più che Comunione vuol dire essere uniti più spesso e più profondamente a Dio e al prossimo.

 

Con l'Eucaristia troviamo anche l'altro segno di Gesù che lava i piedi come esempio e insegnamento indimenticabile di servizio: Gesù durante la solenne cena di Pasqua, per lui l'ultima, si mette stranamente a… lavare i piedi! E chi se lo scorda?! Comunione vuol dire servire, aiutare il prossimo, tutto il prossimo.

 

E nella Messa chiediamo allo Spirito Santo che trasforma il pane e il vino nella Persona adorabile di Gesù che trasformi anche tutti noi in Gesù, "riuniscici in un solo corpo"… Una comunione non solo individuale, tra me e Gesù e basta, ma anche comunitaria, con tutti. Riuniti in un solo corpo come a dire: tutti un solo cuore e un solo spirito. Tutti.

Ecco il pane della pace, della comunione fraterna per ogni momento della nostra vita. In chiesa, in casa, in ogni circostanza felice o difficile. Comunione è anche un impegno, la nuova Alleanza... altro che patto sociale!

 

In questi giorni delle olimpiadi in Giappone a Tokyo... pensiamo: quanti sacrifici fanno gli atleti per guadagnare 1 cm, 1/1000 di secondo, quanti sacrifici e quanta disciplina…

Ecco Gesù pensa a questo: sì datevi da fare per tutto quello che è bello, buono, utile, anche superfluo ma non dimenticate di ringraziare Dio,la preghiera, le opere di carità, la speranza anche nella vita eterna… che non è una iattura! Ma il culmine dell’Evoluzione, diciamo così… E invece non si ringrazia più nessuno. Tutto è dovuto e nessuno ha nessun dovere!!!!

 

Il Signore non dice solo "non dimenticatemi" ma dice proprio: "Amerai il Signore Dio tuo con TUTTO il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze"; noi istintivamente mettiamo al primo posto il pane materiale ma è sbagliato: al primo posto deve esserci Dio. Ed il resto, pane pesci e companatico, verranno conseguentemente: perché con Dio ci sono giustizia, pace, solidarietà, appunto: Comunione (con la C maiuscola).

E INVECE STIAMO "COSTRUENDO" LA BABELE DELL'ODIO, VANDALISMO, PREPOTENZA, INSIPIENZA...  Il pane... del Diavolo, che non è Comunione ma DISUNIONE... 

Ogni giorno ci impegniamo con sacrificio per pane, salute, serenità... Abbiamo sacrificato anche la Domenica  alla vita materiale (spesso da schiavi e non da servitori) e l'abbiamo tolta al Padre che aveva detto (generosamente): "Sei giorni sono per te e uno per me".

Abbiamo cambiato questo rapporto con Dio. Ma abbiamo sbagliato e dobbiamo correggerci

 

 

Preghiamo Gesù con serenità e fiducia e chiediamo TUTTO il "nostro pane quotidiano" e non soltanto quello materiale. Perché da solo non basta. Non di solo pane vive l'uomo…

 

Ringraziamo il Signore che ci ha chiamati qui alla Santa Messa, per il pane disceso dal cielo, per la Comunione con Dio e tra di noi e con tutti. Rinnoviamo la nostra buona volontà.

Se i Santi sono gli atleti olimpionici del Signore anche noi cerchiamo, ogni giorno almeno dei piccoli record per il bene nostro, dei nostri cari (se li amiamo davvero e non “alla moda”)  e anche per la salvezza, anche ecologica, del mondo intero.

 

Noi crediamo in te, Signore Gesù, TU sei il pane vivo della nostra giornata.

Grazie, Signore!

 

 

 

 

 

 

 

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Ascensione di Gesù e... nostra.

Ascensione di Gesù e... nostra. - Fate discepoli tutti i popoli

OMELIA  ore  11:15  -  Domenica dell’Ascensione 16 maggio 21

Non siamo molti a festeggiare ma la festa dell’Ascensione è ugualmente una grande solennità. E’ stata declassata da quando non è più una festa infrasettimanale, del giovedì che compie i 40 giorni dalla Pasqua, rimandata alla Domenica seguente, appunto oggi.

Ma a noi interessa soprattutto ringraziare il Signore per essere qui, oggi, a celebrare questo grande evento di Gesù e nostro.

Innanzitutto, certamente, festeggiamo, e vorrei dire ci congratuliamo, con l’Uomo Gesù, nostro fratello e Figlio di Dio. Ma con l’Ascensione dell’Uomo Gesù al cielo si realizza la grande festa di tutta l’umanità che con Gesù siede alla destra di Dio, Padre onnipotente.

Grande onore, grande dignità di cui dobbiamo diventare sempre più consapevoli. Non servi o schiavi ai piedi di un padrone onnipotente (che non esiste) ma con Gesù Figlio di Dio, al posto di onore sediamo anche noi alla sua destra, nella sua e nostra casa, dimora eterna del cielo.

È un mistero grande, di amore, che ci spiega il senso della nostra vita, della nostra esistenza, del nostro cammino. Contempliamo in Gesù che sale al cielo il traguardo della nostra vita terrena e l’inizio della vita eterna. Quello che possiamo chiamare, con gioia, il nostro “destino”.

E quel poco che già riusciamo a comprendere nel mistero della vita è davvero grande e meraviglioso: prendiamone sempre più consapevolezza. Perché illumina tutta la nostra vita, il senso delle nostre attività, dei progetti, dei desideri, dei sogni e delle realizzazioni che pure riusciamo a concretizzare.

 Dio eterno, infinito, onnipotente, si prende cura di noi chi ama e non solo ci dà tante cose ma proprio in Gesù ci dà se stesso.

Pensiamo a Gesù che, innanzitutto, è il Figlio di Dio. Egli assume in sé la nostra umanità. Si rinchiude, si autolimita in una vita semplicemente umana, fino addirittura a farsi calpestare, uccidere, mettere in croce (ma anche risorge!)… Questo è, da una parte, l’amore di Dio, il suo volto. Ma, dall’altra, essere amati e considerati così tanto da Dio mostra una riabilitazione per noi, una promozione, un potenziamento. Ecco l’Ascensione! Ci fa pensare alla grandezza di Dio al suo amore ma anche alla grandezza ed alla dignità di ogni uomo. Già nell’Antico Testamento, ad esempio il salmo 18, esprimeva la grandezza dell’uomo con parole che - se non fossero della Bibbia -sembrerebbero quasi bestemmie:   “ci hai fatto poco meno di un dio”…

E ci ricorda anche l’antica tentazione del diavolo ad Adamo ed Eva: “sarete come dio” proposta secondo il serpente come un tabù di fronte a un dio nemico o perlomeno concorrente. È invece una proposta e un realizzazione fatta proprio da Dio stesso. Sarete non solo a mia immagine e somiglianza ma se sarete molto di più, sarete miei figli nel mio Figlio Gesù.

Certo una differenza c’è tra il progetto satanico ed il progetto di Dio: sarete come Dio insieme a Dio, nella sua casa, come suoi figli mentre l’altro progetto era e purtroppo (come continua ad essere sempre presente nell’orgoglio e nella superbia ed insipienza umana di ogni secolo): sarete come Dio ma senza dio anzi... Contro dio…

Perché Dio non ha paura dell’uomo, perché Dio non teme che un uomo buono sieda alla sua destra anzi! lo desidera e ci ha creati proprio per farci vivere felici della sua casa, il cielo. Non con un progetto di onnipotenza da padreterno, che non esiste, ma da figli del vero Dio, che ama la vita, vero padre dell’amore. La seconda lettura canta il cuore, di Dio e dell’uomo, l’unità: un solo Dio, una sola fede, un solo battesimo, un Dio padre di tutti, al di sopra di tutti , che vuole bene a tutti…  ecco cosa vuol dire desiderare davvero essere come il vero Dio. L’Ascensione dell’Uomo Gesù è il manifesto della dignità del cristiano e dell’uomo.

Nel giorno dell’Ascensione Gesù non abbandona l’umanità, anche se  la sua missione è compiuta. Ma in un certo senso prende un po’ le distanze da noi, come i genitori dal bambino che inizia a camminare da solo, felici ma il bambino cammina tra virgolette “da solo”. Gesù dice -Ho fatto la mia parte con l’insegnamento, l’esempio, la passione risurrezione gloriosa che pone il fondamento solido per tutta la fede… Adesso tocca a voi. Metto questi miei beni, questì tesori, nelle vostre mani, mi fido di voi come ho fatto donandovi il cielo, la terra,  l’aria, il mondo. Come ho fatto chiamandovi ad essere collaboratori dell’amore per la stessa vita umana, il capolavoro dell’universo, i vostri e miei figli, ed ora anche il Vangelo metto nelle vostre mani.

Non è un peso ma un onore, un ruolo nel mondo e nell’universo, una responsabilità di chi sa di non essere un nulla ma l’immagine vera e reale di Dio stesso.

Ecco l’Ascensione, ecco la dignità umana, ecco il senso della vita. Non siamo inutili nel mondo, la nostra presenza, la nostra preghiera, la nostra fede, la nostra carità, il nostro perdono, il nostro stile di vita, quanto cerchiamo di fare uniti… non sono cose da poco! Sono davvero il cammino della pace.

Per questo non diciamo una bugia affermando, nonostante la persistenza di guerre, odio, ingiustizie… ma proprio per l’opera di Gesù l’umanità veramente “esulta su tutta la terra” nella speranza della della redenzione a portata di mano.

È vero, abbiamo fatto anche del male e dei peccati, cominciando da S. Pietro che rinnega Gesù, dall’apostolo Giuda che lo vende… Ma quante cose belle abbiamo realizzato in questi 2000 anni e tanto ancora ne faremo, se siamo uniti a Gesù e con Lui vicini a Dio il vero Padre onnipotente… Sei forte papà!

-Andate in tutto il mondo, dice Gesù agli apostoli ma anche a tutta la chiesa, predicate il mio Vangelo a tutto il mondo, guarite i malati, fate del bene… Ma con lo stile di Gesù -Non siete voi da soli ad operare il bene, attendete lo Spirito Santo (domenica prossima la grande festa di Pentecoste, grande anche se sobria nella nostra parrocchia) non chiedete subito la medaglia, e…-Quanto sono bravo…

-Aspettate lo Spirito Santo… siamo semplici strumenti nelle sue mani perché al cuore arriva soltanto .  Dio. Soltanto lo Spirito Santo convince una persona a prendere con decisione e con amore la via del bene, a ritornare sulla via buona, diventare generosa, collaboratori di Dio. Questa collaborazione, ci dice Gesù, è comunque indispensabile.- Io ho fatto la mia parte adesso tocca a voi.

Oggi chiediamo al Signore che possiamo diventare sempre più consapevoli di questo nostro compito, missione, vocazione, propri non solo di missionari , sacerdoti, suore, religiosi, ma specialmente oggi degli educatori e specialissimamente delle famiglie. Per i bambini ché nessuno nasce imparato, per “predicare” a tempo opportuno ed inopportuno, con modi, buoni, pazienti, misericordiosi, lungimiranti, ma comunque queste nostre parole, esempi, testimonianze sono indispensabili

Ognuno di noi il oggi, nella propria casa, posto di lavoro, in privato e in pubblico, siamo chiamati a “predicare il Vangelo ad ogni creatura”.

 Oggi è anche la giornata dei mezzi di comunicazione: radio, televisione, stampa, nuovi mezzi meravigliosi… anche noi pur non essendo professionisti, impariamo ad usarli. E non solo per cose tante volte un po’ così futili sciapatelle e anche peggio, ma anche per dire una (o due!) parole buone. Anche per parlare di Gesù: perché dobbiamo nascondere Cristo? Perché dobbiamo quasi (non lo so, ma sembra talvolta) quasi vergognarci di parlare di Gesù,  il Salvatore, la guida verso la pace la giustizia? Ora tocca a noi! Tocca a noi, perché dice Gesù -Ho fatto la mia parte , voi siate i miei collaboratori, miei amici … Diffondiamo la parola di Gesù anche se è difficile accettarla sempre . Il signore non ci abbandona, sarà con noi sino alla fine dei del mondo. -Manderò lo Spirito Santo che vi farà approfondire il senso delle mie parole della verità, dell’aggiornamento nel tempo, che vi darà la forza e il coraggio di testimoniarmi in un mondo sempre più bisognoso è sempre più difficile.

Ringraziamo il Signore che ci ha chiamato ad essere nel mondo operatori di pace non solo clienti fruitori della chiesa, dei sacramenti, ma operatori attivi e creativi di pace, operatrici nei vari campi della vita.

Gesù ci apre questi orizzonti terreni e anche questo orizzonte del cielo.

Gesù ascende al cielo… questi giorni anche nella nostra parrocchia, ieri, abbiamo accompagnato un nostro fratello ma non è scomparso, vive con Dio e con noi.

Ringraziamo il signore e chiediamogli con semplicità di essere collaboratori gioiosi per la grandezza la bellezza del mondo. Grazie Signore, grazie Gesù per il bene che ci hai concesso di fare. Chiediamo misericordia per le nostre fragilità ma abbiamo anche questa consapevolezza: di essere a tua immagine e somiglianza, anzi siamo tuoi figli, tuoi collaboratori nel mondo e per l’eternità.

NON AGGIORNATO

Nel Nome

Nel Nome - Fate discepoli tutti i popoli

del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Cammino sinodale

Cammino sinodale - Fate discepoli tutti i popoli

Giubileo Lauretano

Giubileo Lauretano - Fate discepoli tutti i popoli

2019 - 8 dicembre LORETO - 2020 - 10 dicembre

Giubileo della MISERICORDIA

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Un anno senza rancore

Convegno Marchigiano 2013

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SINODALITA'