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Dentro la Parola

Domenica 19 Dicembre 2021 IV di Avvento

DOMENICA 12 DICEMBRE 2021 - III DI AVVENTO - Rallegrati, Gerusalemme!

DOMENICA 12 DICEMBRE 2021 - III DI AVVENTO -  Rallegrati, Gerusalemme! - Fate discepoli tutti i popoli

 

OMELIA di questa settimana III di Avvento 2021 

"Maestro, che cosa DOBBIAMO fare?"

 Quale Maestro. Quale Dovere.

Viviamo la terza Domenica e la terza settimana di Avvento in preparazione alla venuta, al Natale, del nostro Signore Gesù, il Messia. Il Figlio di Dio. Oggi è una Domenica, l'ho già accennato, particolare: ""rallegratevi, rallegrati Gerusalemme"" e con San Paolo ""Siate sempre lieti…"" e ""Cantate al Signore perché grande è in mezzo a noi il Santo di Israele…""… 

Veramente siamo in una situazione in cui non abbiamo tanto tempo, o voglia di cantare (ma ringrazio la chitarra che ci aiuta a rallegrarci) ma il Signore ci invita alla gioia.  Momenti difficili non mancano… e pensiamo anche a chi sta peggio di noi… 

 

Ma noi guardiamo sempre con speranza e fiducia…

Per esempio… Questa mattina pochi in chiesa per la santa Messa domenicale, ieri sera pochi al Catechismo, ci sono problemi, alcuni in quarantena (due classi, e non è poco!)… Facciamo come possiamo senza disperare! Noi non siamo dei disperati, ma siamo delle persone che confidano nel Signore. Nella vita "materiale" e nella vita della fede.

E se possiamo, per quello che possiamo, ma confidando soprattutto nell’aiuto di Dio, nella preghiera* noi ci impegniamo, facciamo, non restiamo paralizzati. Certo non solo a nostro favore (per quel giusto egoismo necessario) ma anche allargandoci agli altri.   

 

Il messaggio di Gesù che oggi ci viene ancora filtrato da Giovanni il battista ""il più grande dei profeti -dice Gesù- (e la gente pensava e si chiedeva ""Chissà, questo battezzatore è il Messia che deve venire?"" E lo chiamavano: ""Maestro"" e dicevano: ""Insegnaci che cosa dobbiamo fare"")… ""Non sono io il Cristo, io non sono neanche di sciogliergli i lacci dei sandali; io battezzo con l'acqua, mentre lui, il Messia, vi battezzerà con il fuoco e lo Spirito Santo..."" Ecco l'umiltà ma anche il coraggio di questo uomo che per la verità morirà martire...

E Giovanni (già educato dalla Parola di Dio nell'Antico Testamento) predica: -chi ha due tuniche ne dia una a chi non ce l'ha; chi ha da mangiare, e gli avanza pure, faccia altrettanto; e (anche se dopo 2000 anni penseremmo che le guerre proprio non dovrebbero esserci…) al soldati dice: -fate il vostro dovere; non angariate; e una cosa che vale per tutti ma che non intende chiudere la bocca se necessario: - accontentatevi delle vostre paghe (ma se sono ingiuste parlate!)… 

Grande Giovanni battista! Lodato da Gesù. Ma...

 

Ma Gesù dice anche ""ogni mio discepolo -vero discepolo, si capisce, non solo di nome- è più grande del più grande tra i profeti, Giovanni il battista.

Sì,  perché il cristiano, se è vero discepolo di Gesù, segue l'esempio e l'insegnamento del Messia, Gesù, al quale anche noi umilmente e con fiduciosa speranza vogliamo guardare. Noi che veniamo in chiesa, i ""praticanti"" (senza fare nessuna… discriminazione, per carità!) nel cuore abbiamo un desiderio consapevole, siamo consapevoli, di voler essere attenti discepoli di Gesù, nella novità e ricchezza della Nuova Alleanza.   

Ma Gesù (quello del vicino Natale) porta ad una generosità più grande Gesù, più di Giovanni, insegna che la semplice giustizia umana e la stessa giustizia predicata dal massimo profeta non bastano. ""Che merito ne avete? Che cosa fate di speciale per chiamarvi miei discepoli? Non fanno così anche i buoni pagani e i pubblicani? Sarete miei discepoli se…" 

 

Gesù insegna che i 10 Comandamenti "ammazzare non ammazzo, rubare non rubo, falsa testimonianza… solo a fin di bene! ecc." non bastano e che bisogna passare ad un livello più alto. Oggi questo rinnovato stile cristiano di vita lo chiamiamo con una parola più bella, un modo più positivo (non del Covid, naturalmente!) più creativo (ecco la parola più bella) e cioè non solo non uccidere ma… datti da fare per chi muore di fame, di malattia fisica e morale; non solo non rubare ma anche… dona, sii generoso… E così via per tutti i Comandamenti, portati alla pieneza, alla perfezione, da Gesù.

 

Io naturalmente non ho voglia di… contraddire Gesù, tuttavia mi sento di ripeterlo anche oggi: magari fossimo almeno al livello predicato da Giovanni il battista in una sana giustizia, non rubare, non commettere adulterio, onora il padre la madre, non dire falsa testimonianza, non uccidere… magari! 

 

Ma preghiamo il Signore Gesù che viene, e siamo qui apposta, pensando al Santo e vero Natale, per seguire di più l'esempio di Gesù che dà la vita per questo sviluppo dell'umanità, che diventi più umana. E quel magari non ha senso, perché SENZA GESU' NON SIAMO PIENAMENTE UMANI. E non lo saremo senza il suo aiuto. E neanche con tutto il solo nostro impegno, privo della Grazia, impetrata dalla Preghiera*. 

(LA PREGHIERA del Padre Nostro di Dante insegna bene! "Vegna vèr noi la pace del tuo regno / ché noi ad essa non potem da noi, / s'ella non vien con tutto nostro impegno Purg. XI 7-9   "con tutto" significa "sia pure con tutto" concessivo, in una preghiera non arrogante ma che "osiamo" dire, "fatti degni di stare alla presenza di Dio......."  Dàmose 'na regolata!)

 

Vogliamo cercare di superare la semplice e fredda giustizia contabile, non per evaderla ma per darle pil vitalità. Un sogno, ancora lontano dal realizzarsi, a Natale, il perdono che anima la giustizia.

E questo salto di qualità, sia fatto con gioia, perché Gesù possa chiamarci BEATI: se entriamo in questo nuovo modo di ragionare e di vivere. 

Questo si chiama conversione, della mente innanzitutto, del cuore e della volontà concreta. 

Prepariamoci dunque al vero Natale, al Natale del vero Gesù. Facciamo pure festa, con canti, suoni, regali, divertimento, riposo… 

 

Però riserviamo un po' di tempo alla preghiera, a casa e in chiesa (se possiamo -e dico "venite, però state attenti", e lo dico a voi, lo dico alle famiglie, lo dico ai bambini, lo dico agli anziani, a tutti…). Venite e state attenti, venite se potete, non proprio come… "Fate i buoni, se potete"… La frase è di San Filippo Neri... ma "essere buoni" bisogna esserlo sempre, non secondo la luna.

 

Siamo in una situazione precaria tuttavia approfittiamo anche di un aspetto buono che ci offre: possiamo sentirci più responsabilizzati proprio perché dobbiamo fare delle scelte, secondo una coscienza risvegliata. Devo o non devo? Posso o non posso? Ci chiediamo più spesso. E ci ragioniamo sopra e cerchiamo di capire  perché posso o non posso, devo o non devo. Questa mascherina ci toglie tanta libertà ma ci obbliga a fare delle scelte più attente, risveglia l'uso della vera libertà stessa. Perché avevamo preso l'abitudine di andare avanti meccanicamente, di corsa: devo andare qui, devo fare questo, poi devo correre di là, devo, devo, devo… Pensaci un po'! Devo... Ma devo veramente? Che tipo di dovere è? Anche la parola ""devo"" è sconquassata, come la parola ""amore"", come ancor più la parola ""peccato. 

Un esempio, comico e allo stesso tempo tragico, dello stravolgimento della parola ""peccato"" è del ladro che mentre sta rubando si accorge che vicino c'è un carabiniere. Cosa dice dentro di sé il ladro? ""Peccato!"" dice. Comico e tragico! Peccato è che sta rubando, non la presenza del carabiniere… Come ""carismatico"" è stato definito un delinquente… professionista!   

 

Così per il "devo", indotto dall'abitudine o dal condizionamento, che ci addormenta.  È famoso l'esperimento del cane (di Pavlov): abituato a salivare, per mangiare al suono di un campanello… Gli tolgono il cibo, il campanello suona e la povera bestia saliva ugualmente per ""riflesso"", diciamo un'abitudine acquisita. Funziona assai nella pubblicità: di cose e di ""idee"", esplicita o… nascosta professionalmente, direi... carismatica!

 

La mascherina, se vogliamo, può aiutarci a risvegliare il pensiero, la riflessione, la coscienza/consapevolezza. Il (vero) Natale ci aiuta a riconquistare questa consapevolezza che ci porta a una vera scelta che è vera libertà. Qualcuno, purtroppo, si addormenterà di più.   

Diamo più tempo alla preghiera (non alla filastrocca), collegando la mente alla bocca e al cuore, nel silenzio, nell'ascolto della Parola di Dio. Camminiamo verso il vero Santo Natale iniziando con la preghiera, poi con la Messa, la Comunione, la Confessione, la Parola di Dio che ci danno vera libertà e prontezza per compiere davvero le buone opere "necessarie" per la vita eterna. Che c'è. .(Punto). 

 

Ed ora come ci invita la Liturgia ringraziamo insieme il Signore. Nonostante tutto noi sentiamo la gioia di essere qui e l'auguriamo anche per chi non è potuto venire pur desiderandolo. E la invochiamo anche per chi non lo desidera più perché pensa che siano cose che non contano nella vita. 

Noi invece le riscopriamo attentamente e ne ringraziamo il Signore.

 

 

Ascolta la registrazione dell'OMELIA  (Grazie!)

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Domenica 14.11.2021 - XXXIII (pen)ultima anno B

Domenica 14.11.2021 - XXXIII (pen)ultima anno B - Fate discepoli tutti i popoli

Omelia della

Domenica XXXIII /B

di... 3 anni fa

(Se avrò tempo l'aggiornerò con

il  testo odierno). 

 

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Inizio del Sinodo diocesano Ancona-Osimo

Inizio del Sinodo diocesano Ancona-Osimo - Fate discepoli tutti i popoli

Omelia di Domenica 17 ottobre Inizio del

Sinodo 

diocesano 

Ancona      -Osimo

 

 

Abbiamo ascoltato il Vangelo e le altre letture della parola di Dio: mettono al centro Gesù, il Messia, "io non sono venuto per essere servito ma per servire e dare la mia vita per la salvezza di tutti".

E non solo dice ma anche lo fa dando l'esempio.

 

Due apostoli, Giacomo e Giovanni, tentano di accaparrarsi i primi posti, sedere a destra e a sinistra del Messia re vincitore glorioso (come se lo figuravano) ma Gesù spiega che chi vuol essere il primo nel suo regno deve servire, essere un diacono e non imitare il potere mondano che mette gli altri al proprio servizio invece di essere bravi e onesti e generosi amministratori.

 Nel Vangelo di Matteo è addirittura la madre dei due apostoli che si preoccupa di raccomandare... un posto al sole a Gesù per i propri figli, come fa più o meno ogni madre normalmente. Gesù non si arrabbia della richiesta,in fondo così umana, ma mette i puntini sulle i spiegando come stanno realmente le cose. Occorre guadagnarsi il regno dei cieli, anche col sacrificio, sapendo con certezza  che il Signore, più tardi, sicuramente non dimenticherà di premiare e che,  anzi, darà un premio mille volte superiore al meritato.

Chi si arrabbia invece, e anche questo capita sempre, sono gli altri che si sentono scavalcati dai due apostoli... ma voi chi credete di essere per ricevere i primi posti? E noi chi saremmo, i più deficienti, che ci lasciate all'ultimo posto?


Calma ragazzi! Non è questa la logica di Dio! Fate bene a cercare i primi posti del regno dei cieli ma sappiate bene che per guadagnarseli occorre passare attraverso la sofferenza, bere il calice amaro della passione, sprofondare perfino nel buio della morte per poter risorgere (Kum) con me nella gloria… Al primo posto mettete il desiderio di servire, poi il premio verrà e ve lo darà generosamente il Padre mio.

Tra voi, nel mio regno, nella chiesa, non deve esserci arrivismo ma servizio,  amore reciproco. Il primo, il più grande nel cuore del Padre è colui che si rende utile. Colui che serve,  il diacono di fatto, non perché indossa un vestito liturgico speciale ma perché serve umilmente e con amore Dio, il prossimo, ogni prossimo, e la comunità.

 

Questo Vangelo e queste letture della parola di Dio ci spiegano a pennello il significato del SINODO che oggi con tutta la nostra Diocesi iniziamo. Non cercare  onori e  bella figura ma camminare insieme svolgendo ciascuno i propri compiti di servizio reciproco con l'aiuto dello Spirito Santo.

Nella preghiera che abbiamo elevato allo Spirito Santo è evidenziato che Sinodo vuol dire camminare insieme nella carità, sempre attenti a chi ci è vicino, adeguando il passo… C'è chi corre, chi cammina, chi va piano, chi va in carrozzella, camminare insieme… sostenendosi. Come nel Pellegrinaggio a piedi Varano-Loreto... che il Signore ci conceda presto di riprendere, fisicamente e nel suo alto significato di fede.

 

Niente di nuovo, sorelle e fratelli carissimi, già lo sappiamo…

Ma di nuovo c'è il nostro fare, il nostro entusiasmo nel servizio a Dio e al prossimo, nella chiesa e fuori delle quattro belle mura.. Camminare insieme vuol dire fare comunione con Gesù eucaristico e con i fratelli, gli altri, interessandoci per quello che possiamo, partecipando volentieri facendo (ad esempio: il catechismo, il decoro della chiesa, assistenza e aiuto a persone bisognose, povere malate, nella liturgia... chi canta chi suona chi accoglie…). Ecco queste cose noi le sappiamo ma chiediamo al Signore che da oggi possiamo effettivamente riviverle.

Sono le tre parole guida per il cammino sinodale: comunione, partecipazione e capaci di andare in missione (celebreremo Domenica prossima la Giornata Missionaria Mondiale… anche con l'offerta…) Cominciando ad essere missionari in famiglia, in casa nostra, nel palazzo, nel quartiere, nel lavoro, negli incontri, con i ragazzi, i giovani, gli anziani L'abbiamo imparato, ogni battezzato è missionario… Ma è ora scossa di esserlo davvero! Impariamo come si fa ad essere missionari.

 
E non solo comunione partecipazione e missione tra le nostre quattro mura ma aprendoci, provandoci, imparando a rivolgersi anche a chi in chiesa non ci viene più, con chi è un po' contrario, chi è tanto contrario, anche con chi è di altra religione (dall'est europeo, Inghilterra, ortodossi, musulmani, oriente e tanti altri). Un mondo nuovo, da evangelizzare in modo nuovo.

 

Sia una vera partenza, una rinascita, davvero una nuova primavera, un vero e diffuso Kum festival della chiesa. Con fiducia e speranza. Il Covid19 non è la fine del mondo!… Quante pandemie (o pandemoni!) ci sono già state nel mondo e... il mondo continua a girare ed un futuro ci sarà anche per i nostri figli. Ma:  con l'aiuto di Dio dàmose da fare, una buona volta, per santificare il mondo portando, non solo a parole, pace e giustizia, fraternità e speranza! Non accontentiamoci di ripetere stancamente sempre le stesse cose. Facciamo davvero una missione giovane, nuova, entusiasta, a colori, fragorosa come la prima Pentecoste...

Non cerchiamo soltanto il numero ma soprattutto con l'aiuto dello spirito Santo, la qualità di veri discepoli di Gesù aperti al servizio per il bene non solo dei propri cari ma di tutti. Mostriamo agli altri la bellezza di Gesù, la bellezza di essere cristiani, il valore  dell'insegnamento e dello stile di vita del Signore per invogliare ed attrarre non per costringere a seguire Gesù per paura. Per la bellezza di dare una mano a costruire un mondo più bello, più giusto e più fraterno… Anche l'ecologia è un importante, non unico, settore di amore verso Dio, il prossimo e le altre creature.

E tutti sappiamo quanto bisogno ci sia di questa operosità e creatività,fatta insieme nel nome del Signore e nell'orizzonte infinito dei beni "visibili ed invisibili" come diremo fra poco con il Credo. 

Il Santo padre Francesco, trasudando Fede, Speranza, Carità e saggezza pastorale, ha voluto iniziare questo grande e indispensabile Sinodo (che terminerà, a Dio piacendo, nel 2025), ha voluto iniziare da noi, dalla base, anche da noi piccola parrocchia di Varano, invitandoci ad esprimerci, parlare, ascoltarci a vicenda per poi stimolare teologi, vescovi nel grande Sinodo finale. Ora siamo noi, la gente, che dobbiamo ASCOLTARE, parlare ed essere ascoltati

E' un rivivere l'entusiasmo, le speranze e le attese del meraviglioso Concilio Ecumenico Vaticano secondo di 60 anni fa che vogliamo attualizzare, realizzare con nuove energie guidati dallo Spirito Santo.

 

Conservate il foglietto di questa settimana che riporta la preghiera allo Spirito Santo e magari qualche volta ripetetela anche da soli, nelle vostre case. Il Signore sicuramente ci ascolta e ci rinforza la vitalità...

 

Al termine della Santa messa esprimeremo un piccolo  gesto di camminare insieme uscendo insieme dalla Chiesa. Penseremo a cosa significa "chiesa in uscita". Per le strade di Varano ... e del mondo.

Omelia di Domenica 10 Ottobre 2021 - Beati i poveri nello spirito

Omelia di Domenica 10 Ottobre 2021 - Beati i poveri nello spirito - Fate discepoli tutti i popoli

Ascolta l'OMELIA di questa settimana

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Nel Nome

Nel Nome - Fate discepoli tutti i popoli

del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La Diocesi Ancona-Osimo

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