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Dentro la Parola

D 20 ottobre 2019 - Ancora un "invito" (di Gesù!) alla PREGHIERA ("necessaria")

 

 

☼ T+U = TU (PICCOLO o GRANDE che sia...)

preghi?

perché sì o perché no?

 

quando?

come?

 

la Messa domenicale è un optional?

la Parola di Dio e specialmente il VANGELO c'entrano nella tua preghiera e nella tua vita?

la Preghiera è più dire o ascoltare?

 

Il Vangelo di oggi termina con questa DOMANDA terribile: " Ma il Figlio dell’uomo (Gesù), quando verrà, troverà la fede sulla terra?»  (Lc 18,8)...   Senza PREGHIERA ASSIDUA la risposta è scontata: "NO"!

☼ ...

 

 

 

 

 

Domenica 13 ottobre 2019 - XXVIII T.O./C

Domenica 13 ottobre 2019 - XXVIII T.O./C - Fate discepoli tutti i popoli

In preparazione.

Sulla preghiera di RINGRAZIAMENTO al Signore.  Ed al prossimo. (Intanto vedi la pag. Lui vive)

In preparazione alla FESTA della Madonna. E NOSTRA, per GIOVANI e ringiovaniti

In preparazione alla FESTA della Madonna.  E NOSTRA, per  GIOVANI e ringiovaniti - Fate discepoli tutti i popoli

Maria, la ragazza di Nazaret

      43. Nel cuore della Chiesa risplende Maria. Ella è il grande modello per una Chiesa giovane che vuole seguire Cristo con freschezza e docilità. Quando era molto giovane, ricevette l’annuncio dell’angelo e non rinunciò a fare domande (cfr Lc 1,34). Ma aveva un’anima disponibile e disse: «Ecco la serva del Signore» (Lc 1,38).

      44. «Sempre impressiona la forza del “sì” di Maria, giovane. La forza di quell’“avvenga per me” che disse all’angelo. È stata una cosa diversa da un’accettazione passiva o rassegnata. È stato qualcosa di diverso da un “sì” come a dire: “Bene, proviamo a vedere che succede”. Maria non conosceva questa espressione: vediamo cosa succede. Era decisa, ha capito di cosa si trattava e ha detto “sì”, senza giri di parole. È stato qualcosa di più, qualcosa di diverso. È stato il “sì” di chi vuole coinvolgersi e rischiare, di chi vuole scommettere tutto, senza altra garanzia che la certezza di sapere di essere portatrice di una promessa. E domando a ognuno di voi: vi sentite portatori di una promessa? Quale promessa porto nel cuore, da portare avanti? Maria, indubbiamente, avrebbe avuto una missione difficile, ma le difficoltà non erano un motivo per dire “no”. Certo che avrebbe avuto complicazioni, ma non sarebbero state le stesse complicazioni che si verificano quando la viltà ci paralizza per il fatto che non abbiamo tutto chiaro o assicurato in anticipo. Maria non ha comprato un’assicurazione sulla vita! Maria si è messa in gioco, e per questo è forte, per questo è una influencer, è l’influencer di Dio! Il “sì” e il desiderio di servire sono stati più forti dei dubbi e delle difficoltà».[18]

      45. Senza cedere a evasioni o miraggi, «Ella seppe accompagnare il dolore di suo Figlio, […] sostenerlo con lo sguardo e proteggerlo con il cuore. Dolore che soffrì, ma che non la piegò. È stata la donna forte del “sì”, che sostiene e accompagna, protegge e abbraccia. Ella è la grande custode della speranza. [...] Da lei impariamo a dire “sì” alla pazienza testarda e alla creatività di quelli che non si perdono d’animo e ricominciano da capo».[19]

      46. Maria era la ragazza con un’anima grande che esultava di gioia (cfr Lc 1,47), era la fanciulla con gli occhi illuminati dallo Spirito Santo che contemplava la vita con fede e custodiva tutto nel suo cuore (cfr Lc 2,19,51). Era quella inquieta, quella pronta a partire, che quando seppe che sua cugina aveva bisogno di lei non pensò ai propri progetti, ma si avviò «senza indugio» (Lc 1,39) verso la regione montuosa.

      47. E quando c’è bisogno di proteggere il suo bambino, eccola andare con Giuseppe in un paese lontano (cfr Mt 2,13-14). Per questo rimase in mezzo ai discepoli riuniti in preghiera in attesa dello Spirito Santo (cfr At 1,14). Così, con la sua presenza, è nata una Chiesa giovane, con i suoi Apostoli in uscita per far nascere un mondo nuovo (cfr At 2,4-11).

      48. Quella ragazza oggi è la Madre che veglia sui figli, su di noi suoi figli che camminiamo nella vita spesso stanchi, bisognosi, ma col desiderio che la luce della speranza non si spenga. Questo è ciò che vogliamo: che la luce della speranza non si spenga. La nostra Madre guarda questo popolo pellegrino, popolo di giovani che lei ama, che la cerca facendo silenzio nel proprio cuore nonostante che lungo il cammino ci sia tanto rumore, conversazioni e distrazioni. Ma davanti agli occhi della Madre c’è posto soltanto per il silenzio colmo di speranza. E così Maria illumina di nuovo la nostra giovinezza.

(Papa Francesco - "Cristo vive!"

 ►    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20190325_christus-vivit.html

Sforzatevi di entrare per la porta stretta - XXI T.O. C

Sforzatevi di entrare per la porta stretta - XXI T.O. C - Fate discepoli tutti i popoli

VANGELO (Lc 13,22-30) 

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.

Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.

Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.

Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore.

 

 

 Omelia 25.08.2019

Ecco, abbiamo sentito la parola di Dio e vogliamo ricordarla  riassumendola  in una  piccola frase,  presa dal Vangelo, che potrà accompagnarci e fruttificare in questa settimana:  "Sforzatevi di entrare  per la porta stretta", dice Gesù. Egli  richiede  iun nostro maggiore  impegno nel camminare  sulla sua  via per entrare   nel regno dei cieli, Come in una città ben chiusa da mura che la circondano,  ma con  un  grande cancello da aprire solo in  certe occasioni,  e  nel cancello grande una porticina  sempre aperta di giorno ma chiusa la sera e la notte  per la sicurezza della città. È piccola questa porticina e bisogna attraversarla  prima che sia troppo tardi, quando è ancora aperta. Un po' anche come il portone della nostra chiesa che contiene una porta più piccola per il passaggio ordinario ma sempre chiusa la notte.

 

Anche in questa domenica, dunque, Gesù ci invita a darci da fare per camminare  dietro di lui, come veri e creativi discepoli. Noi però questo insegnamento  di Gesù, riportato nell'ultima parte  del Vangelo che oggi abbiamo letto, lo abbiamo ridotto un po'  quasi ad una barzelletta  quando lo storpiamo dicendo:  - Beati gli ultimi se i primi sono stati onesti…

Invece le parole di Gesù riportate così chiaramente nel Vangelo ci danno un insegnamento molto importante ed urgente con parole che ci mettono in guardia dal rischio nel quale è facile cadere.

Come gli ebrei ai quali Gesù parlava, di fatto siamo anche noi  i primi nella fede del vero Dio, noi anzi abbiamo anche più doni: Gesù ci ha rivelato tanta luce su Dio - Padre -  facendoci superare il buio dell'ignoranza religiosa,, della superstizione, della paura del nulla e dell'ignoto…

Purtroppo  tanti di noi pur chiamati ad essere primi, battezzati, cresimati, con il dono della comunione, della parola di Dio, della comunità della Chiesa, ciò nonostante si sono dimenticati di tutto, si perdono nella nebbia di altre vie e quasi si sforzano non per decidersi ad essere i primi dietro la luce di Gesù ma sembrano sforzarsi per diventare ultimi e restare fuori della porta. (Ma Dio chiude davvero la porta? E l'altra parabola di chi bussa a mezzanotte… dove va a finire? E il " bussate e vi sarà aperto" lascia sempre aperta una  speranza. Ma non approfittiamoci "slealmente" o "da fanciulli" della bontà e misericordia di Dio!).

Diamoci da fare, dunque, e non con una mentalità mercantilistica come quella del fratello maggiore, della parabola; buono, ma che non capisce e non  apprezza il dono di cui da sempre usufruisce, quello "semplicissimo" e "ordinaeio" di essere sempre con il padre mentre il fratello minore soffre per una scelta sbagliata di vivere lontano dal padre in una falsa libertà, in una falsa gioia che è fame e miseria materiale e del cuore…

 

Tutti i popoli, bianchi, rossi, neri, gialli, siamo chiamati a camminare nella strada di Dio, richiamati da questa luce della celeste Gerusalemme, già fin dal primo annuncio della buona notizia dopo l'episodio di Caino e Abele, il fratello che uccide il fratello dopo la promessa che il frutto della donna vincerà sulla male. Dopo la benedizione di Abramo per tutti i popoli. Dopo il ricordo della lettura di oggi del profeta Isaia per la chiamata di tutti i popoli… a camminare con solerzia dietro questa luce… svegli, attenti, operosi, creativi, con gioia e speranza viva. E non solo per noi cristiani di antica e tradizionale fede ma anche per le nuove generazioni e popolazioni di tutto il mondo - per questo siamo "cattolici" - tutti chiamati bianchi, neri, rossi, gialli, ad essere tutti primi a pari merito, o meglio con pari dono del Signore.

 

Ma a quanto pare - e non da ieri sera! - non è facile e Gesù lo dice chiaramente: "sforzatevi! ".

Non è facile la strada perché, come Gesù, anche noi camminiamo... "verso Gerusalemme" celeste passando prima di raggiungerla attraverso la passione, la croce, per giungere poi (cioè…  dopo!) alla beata Risurrezione.

Queste cose bisogna dirle, pensarci e non far finta che non ci siano. E la Croce non possiamo saltarla...

 

Avete letto e ascoltato bene la seconda lettura di oggi?

E una predica dei primi tempi, entrata nella Bibbia, lunghetta e che perciò leggiamo a pezzetti in queste domeniche.

Anche questa lettura non è dolce… parla di correzione e... nell'antichità  educare, correggere significava punire, letteralmente significava usare la sferza, la frusta, punizioni  fisiche. Metodi sicuramente sbagliati che portano alla paura, mantengono nella schiavitù.    E ne siamo convinti, grazie a Dio. Ma  una vera  lotta per una vera  libertà l'abbiamo messa da parte, a partire da Rousseau (che non è il gestore della piattaforma) passando per la nostra marchigiana Montessori, ovviamente quando seguita in forma squilibrata. Noi siamo consapevoli che è importante riconoscere un moderato riferimento al peccato originale.  né una nera, pessimistica,  radicale visione della umanitàm nè una visione  naturalisticamente ottimistica ed autosufficiente,

Di queste ultime visioni della vita purtroppo vediamoi frutti prevalentemente negativi. Di chi cammina fuori strada, non per amore di novità ma per mancanza di buona volontà e, diciamo così, almeno di vero spirito agonistico.

 

La parola-guida  di questa settimana sia " sforzatevi "…

Ci vuole forza. Accanto a perseveranza pazienza, costanza. Non lasciamo perdere tutto.

Diamoci da fare e non soltanto qualche volta ma sempre, non soltanto per l'animaccia nostra ma per tutti. La Chiesa è  cattolica, madre e maestra e noi ne siamo parte attiva e creativa  con l'aiuto di Dio!

LA tua Vocazione - Ciò che davvero vale (04.08.2019)

 Con Papa Francesco.

 Continuo a pubblicare qui e sul sito www.donfaustoguidi.it  qualche pensiero dalla Esortazione di papa Francesco CRISTO VIVE” per tenere IN CALDO (!)   l’interesse   per i GIOVANI.      

 256. Questo dà un valore molto grande a tali compiti, perché essi smettono di essere una somma di azioni che si compiono per guadagnare denaro, per essere occupati o per compiacere gli altri. Tutto questo costituisce una vocazione perché siamo chiamati, c’è qualcosa di più di una mera scelta pragmatica da parte nostra. In definitiva, si tratta di riconoscere per che cosa sono fatto, per che cosa passo da questa terra, qual è il piano del Signore per la mia vita. Egli non mi indicherà tutti i luoghi, i tempi e i dettagli, che io sceglierò con prudenza, ma certamente ci sarà un orientamento della mia vita che Egli deve indicarmi perché è il mio Creatore, il mio vasaio, e io ho bisogno di ascoltare la sua voce per lasciarmi plasmare e portare da Lui. Allora sarò ciò che devo essere e sarò anche fedele alla mia realtà personale.

280. Questo discernimento, «anche se include la ragione e la prudenza, le supera, perché si tratta di intravedere il mistero del progetto unico e irripetibile che Dio ha per ciascuno. […] È in gioco il senso della mia vita davanti al Padre che mi conosce e mi ama, quello vero, per il quale io possa dare la mia esistenza, e che nessuno conosce meglio di Lui».[154]

                                Per il testo completo: 

(batti e) clicca ► http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20190325_christus-vivit.html

 

 

 

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